lavastoviglie o lavabicchieri professionale con o senza pompa di scarico?
La scelta tra con o senza pompa di scarico per una lavastoviglie professionale segue la stessa logica delle lavabicchieri: dipende esclusivamente da dove si trova il tuo punto di scarico a muro rispetto alla macchina.
Ecco come decidere senza sbagliare:
1. Lavastoviglie SENZA pompa di scarico (Scarico a gravità)
- Come funziona: L'acqua della vasca viene espulsa semplicemente aprendo una valvola sul fondo della macchina. L'acqua scorre verso il basso grazie alla forza di gravità.
- Condizione necessaria: Il tuo scarico a muro deve essere a filo pavimento (o comunque molto basso, solitamente massimo 5-10 cm da terra).
- Pro:
- Costo inferiore della macchina.
- Un componente meccanico in meno che può rompersi (maggiore semplicità).
- Contro: Non hai alcun margine di errore: se lo scarico è anche solo leggermente rialzato, l'acqua non uscirà mai completamente dalla vasca, creando ristagni e cattivi odori.
2. Lavastoviglie CON pompa di scarico
- Come funziona: La macchina è dotata di una pompa dedicata che "spinge" l'acqua di scarico nel tubo.
- Condizione necessaria: È la scelta obbligata se il tuo scarico a muro è rialzato (ad esempio a 20, 30 o 50 cm da terra).
- Pro:
- Massima libertà di installazione: Puoi posizionare la lavastoviglie dove preferisci, anche lontano dal punto di scarico o su un piano rialzato.
- Igiene: La pompa garantisce che la vasca venga svuotata completamente a ogni ciclo, evitando che residui di sporco rimangano sul fondo.
- Contro: Costo leggermente superiore all'acquisto.
La regola d'oro: "Meglio prevenire"
Nella ristorazione professionale, il tempo è denaro e gli imprevisti idraulici sono i peggiori.
Il consiglio tecnico: Se non sei assolutamente certo al 100% che il tuo scarico sia perfettamente a filo pavimento, scegli sempre la versione con pompa di scarico.
Perché?
- Versatilità futura: Se un domani decidi di spostare la lavastoviglie in un altro punto della cucina, non sarai vincolato alla posizione dello scarico.
- Sicurezza: Anche se lo scarico è basso, a volte nel tempo le tubature possono subire piccoli assestamenti o ostruzioni parziali che rendono la gravità meno efficace. La pompa di scarico "forza" l'uscita dell'acqua, rendendo il sistema molto più affidabile.
- Manutenzione: Il costo aggiuntivo per avere la pompa di scarico è irrisorio se paragonato al costo di dover chiamare un idraulico per abbassare un tubo a muro o per dover sostituire la macchina perché non scarica correttamente.
Un controllo rapido che puoi fare subito: Prendi un metro e misura l'altezza dell'apertura del tubo di scarico a muro rispetto al pavimento dove appoggerà la macchina. Se il centro del foro è a più di 3 centimetri dal pavimento, acquista assolutamente il modello con pompa di scarico.
Cosa sono i Dosatori peristaltici detergente e brillantante?
I dosatori peristaltici per detergente e brillantante sono dei piccoli dispositivi elettromeccanici installati all'interno o all'esterno della lavastoviglie/lavabicchieri professionale. Il loro compito è prelevare in modo automatico e ultra-preciso il prodotto chimico dalle taniche e iniettarlo nel punto corretto del ciclo di lavaggio.
Si chiamano "peristaltici" perché utilizzano lo stesso principio fisico della peristalsi (il movimento muscolare che spinge il cibo lungo l'esofago): una serie di rulli preme ritmicamente su un tubicino in silicone, creando un effetto di aspirazione e spinta che sposta il liquido.
Ecco come sono composti e perché sono indispensabili:
1. Com'è fatto il dosatore?
Il dispositivo è composto da tre elementi principali:
- Motore elettrico: Un piccolo motore che fa ruotare i rulli.
- Testata a rulli: È il cuore del dosatore. All'interno di una sede circolare, dei rulli comprimono un tubicino flessibile contro una parete curva.
- Tubo in silicone (tubetto di ricambio): È l'unica parte che si consuma. Il liquido chimico scorre solo dentro questo tubicino, quindi il meccanismo del dosatore non entra mai in contatto diretto con il detergente (che sarebbe corrosivo).
2. Differenza tra Dosatore Detergente e Brillantante
Anche se il funzionamento meccanico è identico, lavorano in due momenti diversi del ciclo:
- Dosatore Detergente (Lavaggio):
- Quando interviene: Durante la fase di lavaggio, quando la macchina ha appena caricato l'acqua in vasca.
- Scopo: Mantenere costante la concentrazione di detersivo in vasca per sciogliere grasso e residui organici.
- Precisione: È fondamentale. Se ne metti troppo, rischi che rimangano residui di sapone sui bicchieri (che alterano il gusto di vino e birra); se ne metti troppo poco, i bicchieri rimangono unti.
- Dosatore Brillantante (Risciacquo):
- Quando interviene: Solo durante la fase finale di risciacquo, quando la macchina inietta acqua pulita a 80-85°C.
- Scopo: Abbassare la tensione superficiale dell'acqua. Facendo questo, l'acqua non si ferma in gocce sulla superficie del vetro (che asciugandosi lascerebbero il segno del calcare), ma scivola via formando un velo sottile che evapora istantaneamente.
- Risultato: Bicchieri brillanti, senza aloni e che si asciugano da soli.
3. Perché sono migliori dei sistemi manuali o a caduta?
- Costanza: Un dosatore peristaltico inietta sempre la stessa identica quantità di prodotto, a prescindere da quanto sia piena la tanica.
- Risparmio: I prodotti chimici professionali sono molto concentrati e costosi. Il dosatore permette di impostare la quantità minima necessaria per ottenere un risultato perfetto, evitando sprechi.
- Sicurezza: Evitano che l'operatore debba maneggiare prodotti chimici corrosivi ogni volta che deve fare un lavaggio, riducendo il rischio di contatto accidentale con la pelle o gli occhi.
4. Manutenzione: L'unica cosa che devi ricordare
Il punto debole di questo sistema è il tubicino interno. Essendo costantemente schiacciato dai rulli, con il tempo (generalmente 6-12 mesi, a seconda dell'uso) perde elasticità, si indurisce o si lacera.
Consiglio: Se noti che i tuoi bicchieri iniziano a essere opachi o che il consumo di detersivo è improvvisamente calato, controlla il tubicino. È un ricambio molto economico e facile da sostituire che ti permette di mantenere la macchina come nuova.
differenza tra lavastoviglie sottobanco e lavastoviglie a capot?
La differenza tra una lavastoviglie sottobanco e una lavastoviglie a capotta (o passante) è sostanziale e riguarda principalmente il volume di lavoro, la velocità di rotazione e l'ergonomia del posto di lavoro.
Ecco le differenze chiave per aiutarti a capire quale si adatta meglio alla tua attività:
1. Lavastoviglie Sottobanco (Frontale)
È la versione "compatta", progettata per essere inserita sotto un piano di lavoro o bancone.
- Funzionamento: Si carica frontalmente, aprendo lo sportello a ribalta, inserendo il cesto e richiudendo.
- Capacità: Progettata per carichi medi. Ideale per bar, piccoli ristoranti, caffetterie o uffici.
- Vantaggi:
- Ingombro minimo: Sfrutta lo spazio sotto i tavoli in acciaio, lasciando libero il piano di lavoro sopra.
- Costo: Decisamente più accessibile rispetto a una capotta.
- Svantaggi:
- Ergonomia limitata: L'operatore deve piegarsi continuamente per caricare e scaricare, il che può diventare faticoso se si superano i 50-60 coperti al giorno.
- Produttività: Il tempo di attesa tra un ciclo e l'altro è obbligato dalla necessità di aprire, togliere il cesto e metterne uno nuovo.
2. Lavastoviglie a Capotta (Passante)
È la scelta professionale per chi ha una cucina o un'area lavaggio dedicata con ritmi intensi.
- Funzionamento: La struttura della macchina è sollevata. L'operatore solleva la "capotta" (la cupola), fa scorrere il cesto all'interno, abbassa la capotta per avviare il lavaggio e, mentre la macchina lavora, prepara il cesto successivo.
- Capacità: Progettata per volumi elevati (ristoranti da 80-100 coperti in su, pizzerie, mense).
- Vantaggi:
- Ergonomia eccellente: Si lavora in piedi, senza doversi piegare. È progettata per essere integrata in una linea (tavolo sporco in ingresso -> macchina -> tavolo pulito in uscita).
- Velocità operativa: Non devi aspettare la fine del ciclo per "preparare" il carico successivo. Appena finisce un ciclo, sollevi la capotta, sposti il cesto pulito ed entri con quello sporco. È un flusso continuo.
- Svantaggi:
- Ingombro: Richiede uno spazio dedicato (non va sotto il bancone) e solitamente necessita di tavoli di ingresso/uscita in acciaio per essere efficiente.
- Costo: Investimento superiore.
Tabella di confronto veloce
Caratteristica | Sottobanco | A Capotta |
Volume di lavoro | Medio-Basso | Alto |
Ergonomia | L'operatore deve piegarsi | Lavoro in piedi (comodo) |
Ingombro | Compatto (sotto bancone) | Richiede spazio dedicato |
Flusso di lavoro | Discontinuo | Continuo (linea) |
Ideale per | Bar, piccoli bistrot | Ristoranti, pizzerie, mense |
Come decidere?
- Analizza il flusso: Se il tuo personale passa più di 2-3 ore al giorno davanti alla lavastoviglie, la capotta è un investimento sulla salute della schiena e sulla velocità del servizio.
- Valuta lo spazio: Hai una zona lavaggio separata dal bancone o dalla cucina? La capotta richiede spazio "di manovra" laterale. Se hai solo un piccolo vano sotto il bancone bar, la sottobanco è l'unica opzione possibile.
- Il numero di coperti:
- Sotto i 60 coperti/servizio: Una buona sottobanco è sufficiente.
- Sopra gli 80-100 coperti/servizio: La capotta ti permetterà di non creare "colli di bottiglia" nel servizio, specialmente nei momenti di picco.
è consigliato un addolcitore per la lavastoviglie?
Sì, l'installazione di un addolcitore è assolutamente consigliata, e nella stragrande maggioranza dei casi in Italia, è da considerarsi obbligatoria per far durare la tua lavastoviglie professionale.
Ecco perché, analizzando il contesto tecnico italiano:
1. Il problema del Calcare
L'acqua in Italia è generalmente "dura", ovvero ricca di sali di calcio e magnesio. Quando quest'acqua viene riscaldata (nelle lavastoviglie professionali l'acqua arriva fino a 85°C per il risciacquo), il calcare precipita e si solidifica.
- Danni alle resistenze: Il calcare si deposita sulle resistenze elettriche che scaldano l'acqua. Questo crea uno strato isolante che costringe la resistenza a lavorare molto di più per scaldare l'acqua, portando a consumi elettrici elevati e, nel tempo, alla rottura della resistenza stessa.
- Otturazione degli ugelli: Il calcare ostruisce i piccoli fori dei bracci di lavaggio, riducendo drasticamente la pressione dell'acqua e, di conseguenza, la qualità del lavaggio.
2. Qualità del lavaggio e costi
- Risultato estetico: Con acqua dura, le stoviglie (soprattutto i bicchieri in vetro) usciranno con aloni biancastri o macchie opache, anche utilizzando brillantante di alta qualità.
- Consumo di detersivo: L'acqua dura "inattiva" una parte del detergente. Questo ti costringe a usare più prodotto del necessario per ottenere un risultato accettabile, aumentando i tuoi costi operativi quotidiani.
3. Quale addolcitore scegliere?
Hai tre strade principali a seconda della durezza dell'acqua della tua zona e della tua tipologia di locale:
- Addolcitore a resine manuale (il più diffuso): È un cilindro esterno dove l'acqua passa prima di entrare nella macchina. È molto efficace, costa relativamente poco, ma richiede una rigenerazione manuale periodica con sale grosso (una procedura semplice ma che va ricordata).
- Addolcitore integrato (interno): Molte macchine professionali moderne lo offrono come optional o di serie. È comodissimo perché non occupa spazio fuori dalla macchina, ma devi comunque ricordarti di caricare il sale nell'apposito serbatoio interno.
- Osmosi Inversa (la soluzione definitiva): Non è un semplice addolcitore, ma un sistema di filtraggio che rimuove quasi tutti i minerali. È la scelta obbligata per chi vuole bicchieri perfetti, senza bisogno di asciugarli a mano e senza alcun alone. È consigliato in particolare per cocktail bar e ristoranti di alta fascia.
La "regola d'oro" della garanzia
Fai molta attenzione: quasi tutti i produttori di macchine professionali non riconoscono la garanzia su componenti come resistenze, pompe e valvole se viene riscontrato che il danno è stato causato da incrostazioni calcaree eccessive. Installare un addolcitore è, di fatto, un modo per tutelare il tuo investimento.
Un consiglio pratico: Prima di procedere all'acquisto, contatta il tuo fornitore d'acqua o cerca online la durezza media dell'acqua del tuo comune (espressa in °F - Gradi Francesi).
- Sotto i 10°F: Puoi valutare di non installarlo (ma un filtro comunque protegge).
- Sopra i 15°F: L'addolcitore diventa necessario.
- Sopra i 25°F: L'addolcitore è indispensabile.
